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ME – Laura Lalla Domeneghini

8,5/10 per questo primo progetto autoprodotto (8 tracce+bonus track) di Laura Domeneghini, nuova scommessa del cantautorato indipendente italiano, originaria della provincia di Brescia. E l’augurio che questo progetto, dal respiro così internazionale, riceva presto consensi molto al di là della sua Lombardia.

– Finalista della 4^ edizione del concorso “Musica da Bere”, sorta di premio Tenco lombardo* che si svolge con la collaborazione ed il sostegno dei Comuni di Rezzato, Villanuova sul Cisi, Vobarno, Città Montana di Vallesabbia e col patrocinio del Comune di Brescia, Laura Domeneghini, in arte Lalla, ha presentato il suo personalissimo fin dal titolo, “Me”, lavoro nato in solitaria tra voce e chitarra, ma che poi ha visto sviluppi con il coinvolgimento di altri musicisti….

L –  Sì, “ME” è un progetto concepito nel 2009 quando, dopo una lunga pausa, ho ricominciato a scrivere canzoni. Grazie ad ascolti di musica di vario genere, alla quale non mi ero mai avvicinata prima, alla scoperta di accordi diversi e intriganti che ho imparato a fare con la chitarra e alle emozioni provate durante i numerosi concerti dal vivo ai quali ho assistito, sono nate delle melodie nuove, assieme ai testi che, proprio per le atmosfere musicali nelle quali sono stati concepiti, si sono palesati direttamente in inglese.

Per un po’ di tempo ho tenuto questi brani nel cassetto, ma la voglia di portarli fuori e di farli ascoltare ha preso il sopravvento. Infatti, mi sono iscritta al concorso nazionale Just Like a Woman e alla sezione Lombardia di MArteLive. Sono stata selezionata per entrambi i concorsi ed ho presentato alcuni dei pezzi che poi sono divenuti parte di “ME”.

A questo punto mi sono guardata in giro per capire come avrei voluto che i miei brani suonassero in un disco. Desideravo degli arrangiamenti particolari, coinvolgenti, che corrispondessero all’ambiente che avevo in testa.

L’incontro con Valerio Gaffurini dell’XTR Studio ha reso possibile la realizzazione del progetto; dopo lunghe giornate in studio di registrazione per trovare gli arrangiamenti giusti, il lavoro con i musicisti chiamati a suonare le parti e tutte le fasi successive necessarie a completare il lavoro, finalmente, nell’ottobre del 2011, ho potuto toccare con mano i miei CD!

– E questo lavoro ha ottenuto delle buone recensioni da Buscadero, Undergroundzine, The Ship Magazine, Onda Rock, un trafiletto sul Corriere della Sera, e altre riviste della zona di Brescia. Cito: approccio da perfetta chanteuse del primo pezzo, tinte jazz alla Diana Krall per “Else” e “The wait”, ricami acustici dal vago aroma sudamericano di “The Storm”, i ritagli electro cuciti addosso a “My Game”, la suadente “Glitter And Gold” arricchita dagli archi, il piglio slow rock di “Two Great Ones” e “What Will Come”.

L’episodio conclusivo, “My Favourite Waltz”, è un ulteriore pezzo di bravura: registrato in perfetta solitudine, vede Laura cantare accompagnandosi esclusivamente con chitarra e glockenspiel.                                                                                                                                                                        La cura per i testi, riportati all’interno della copertina in digipack, mostra una capacità di scrittura che va ben al di là degli aspetti meramente strumentali: un songwriting delicato ma efficace dove sensazioni, ricordi, stati d’animo e sentimenti vengono descritti in maniera semplice, lasciando il giusto spazio alla fantasia dell’ascoltatore. E ancora: dalla Valcamonica arriva una delle più belle sorprese, LAURA “LALLA” DOMENEGHINI. La ragazza ha classe compositiva ed interpretativa e riesce a metterle in bella evidenza nelle sue composizioni tutte scritte in inglese. La sua voce è calda, in alcuni tratti può ricordare Nina Simone, ed è impegnata in canzoni che hanno talvolta le radici nella Francia dei nostri vecchi amici chansonniers.

E si va via così sempre sorpresi, quasi che ogni canzone fosse un angolo in cui Laura ci ha portato per mano per farci vedere un altro aspetto della sua anima artistica.

– Niente male come inizio! Hai scelto il titolo introspettivo per antonomasia….

L – Il titolo “ME”, vuole essere lo specchio dei contenuti: sono sensazioni, ricordi, stati d’animo e sentimenti, descritti in modo semplice e per immagini, che lasciano molto spazio alla fantasia e all’immaginario di chi ascolta. Il titolo mi ha convinto anche per un altro motivo: è leggibile sia in inglese sia in italiano.

– La prima traccia di “ME”, Tercets, inizia con fisarmonica e chitarra a scandire le note di un valzer che richiama alle memoria Edith Piaf, per ricordare un nome su tutti, e la tradizione della canzone francese… ricca di corde vocali consunte…. Poi arriva la tua voce, calda, dolce come una ninna nanna che va dritta al cuore… e il testo in inglese… L’effetto è spiazzante ad un primo impatto, ma poi l’ascoltatore è preso come per mano, accompagnato in questo sogno in cui hai sognato (“In a dream I saw my dream”), nella luce hai visto la tua luce (“In the light I saw my light), in un suono hai trovato il tuo (“In a sound I found my sound”). Totale empatia dentro-fuori…Sì, insomma un viaggio intimo e personale… Come sei arrivata a questo traguardo, o, se preferisci, a questa nuova partenza, dal “fuori” al “dentro”, dall’universale al particolare, a questo bel viaggio interiore in cui jazz, rock, elettronica, archi, voce arrivano in un modo tutto nuovo, fresco, personalissimo e affatto scontato….

L – Partendo dall’origine, intorno ai sette anni ho iniziato a studiare il pianoforte, esperienza che mi ha fornito le basi necessarie per accostarmi alla musica.

La scintilla della passione è però scoccata quando, adolescente, mi è stata regalata una chitarra, strumento al quale mi sono avvicinata seguendo il sentiero fatto di metodi, corsi e tentativi “casalinghi” di ricalcare i brani ascoltati alla radio o sullo stereo. Da allora, ho cominciato a cercare di suonare le canzoni dei miei miti di gioventù (Janis Joplin e le grandi voci della musica soul e jazz – Nina Simone, Ella Fitzgerald e Billie Holiday solo per citarne alcune). Con gli anni il mio ascolto si è fatto più ampio, a 360°, e la mia curiosità verso la musica sempre più spiccata. Partendo da qui, ho iniziato a comporre canzoni e a presentarle (voce e chitarra) alle varie manifestazioni di gruppi della mia zona. Queste prime uscite mi hanno dato la possibilità di entrare in contatto con altri musicisti; con alcuni di loro sono nate delle belle esperienze musicali (dal rock progressive dei Gulp! all’electro-indie dei Chemical Hunger). Negli ultimi anni, assieme ad un chitarrista, ho fatto parecchie date live proponendo cover e inserendo, poco alla volta, prima i miei vecchi pezzi e poi quelli nuovi.

– Come nascono i testi, le canzoni?

L – Sono ancora alla ricerca della vera me… Di solito, durante periodi particolarmente intensi a livello emozionale, nasce l’urgenza di scrivere una canzone, quasi come sfogo per il troppo accumulo. Prendo in mano la chitarra e la musica e le parole arrivano quasi contemporaneamente. E qualche volta mi capita che siano proprio le parole che ho scritto a rivelarmi il senso delle cose che sto vivendo o sentendo. Qualche volta invece prendo la chitarra, ma non succede niente. Allora lascio perdere…

Puoi anticiparci qualcosa del tuo nuovo disco?

L – Le canzoni ci sono tutte, tutte scritte con la chitarra e tutte ancora nude. Ho cominciato da poco a pensare al vestito che indosseranno. Se non ci saranno intoppi, sarà tutto pronto per fine 2013.

www.myspace.com/chemicalhunger

www.lauradomeneghini.it

Marta Gioachin

About martagioachin

Last day of your life, don't forget to die!

One response »

  1. anonandake says:

    Laura Lalla Domeneghini partecipa alla X edizione del Townes Van Zandt International Festival di Figino Serenza, in provincia di Como:
    http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2013/10/23/news/van_zandt-69235873/
    http://www.chatcampania.net/eventi/figino-serenza-lombardia-townes-van-zandt-international-festival/

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