Cosa fare a Capodanno in Italia se ti piace il jazz (e la musica live, in genere) e ami viaggiare? Niente di meglio che l’Orvieto Winter Jazz Festival, un condensato di monumenti viventi del jazz internazionale, un concentrato di emozione già dalla mattina. E l’esplorazione della Tuscia, tra Umbria e Lazio. Certo, trovare una stanzetta all’ultimo momento vicino all’arroccata cittadina di Orvieto non è cosa semplice, soprattutto se non hai dritte in loco. E’ il 30 mattina e devo partire, assolutamente. Che fare? Andare e non perdere più tempo in ricerche virtuali che molto probabilmente non portano a nulla. Una telefonata di un’amica verso le 12.30 di questa fantastica giornata (sembra più primavera che inverno) cambia le carte in tavola e si parte, non più in solitaria e con stanza prenotata a Orvieto Scalo presso l’hotel Etruria. L’alloggio, un tre stelle che potrebbero essere due. Macchissenefrega! L’importante è aver trovato da dormire per il 30 e il 31 vicino al centro storico. Grande Sara! Never book at hotel Etruria in Orvieto Scalo! Image Arrivo, deposito bagagli e si sale in macchina al centro. Prima tappa: Osteria Numero Uno, gestita dal simpaticissimo Angelo, un siciliano che vive ad Orvieto da 10 anni: cucina tipica  Orvietana che può andare bene anche per vegetariani. Personale super simpatico e il mangiare buonissimo ad un prezzo perfetto. Here you can go and eat! Image Image Alcune foto: carciofi spolverati di grana e con occhi d’uovo e i dolci (ricotta al rosmarino e mandorle e crostata al cioccolato con nocciole e arancia, prima che venissero spazzolati). Mancano, perché il pensiero di fotografarle è passato: la zuppa di ceci e castagne e la pasta al tartufo (col tartufo vero gratuggiato, non con la salsa!) Image IMG_3990IMG_3991 Beh, un buon inizio di fine anno. Se non altro per la gola, peccato capitale. La mossa successiva: acquisto dei biglietti per il concerto di mezzanotte. No, non siamo ancora a Capodanno… è il 30 e questa prima serata non poteva concludersi in modo migliore, dopo una breve passeggiata ad ammirare, in notturna, il duomo e il centro storico. C’è musica ovunque. L’incontro con Stefania, una “vecchia” amica, con il suo compagno e il loro meraviglioso bimbo è stata la ciliegina sulla torta di questa fantastica giornata. Foto: Duomo, Palazzo del Popolo, Sara all’entrata della Sala dei 400. IMG_4006IMG_3993IMG_3992 Relax di neuroni e neutrini, ma allo stesso tempo giustamente stimolati dalla voce holidayana-vaughaniana-fitzgeraldiana di Cécile McLorin Salvant (nativa di Miami da madre francese e padre haitiano) accompagnata da una ritmica di tutto rispetto: Aaron Dhiel al piano, Paul Sikivier al contrabbasso e Rodney Green alla batteria. Il pubblico di Umbria Jazz già la conosceva, quale ospite dell’orchestra di Wynton Marsalis durante l’Umbria jazz estivo. Vincitrice del “Thelonius Monk Vocal Competition”, Cécile esprime con la sua voce le molteplici influenze culturali che la contraddistinguono. IMG_3996IMG_3997IMG_3999 Siamo strasoddisfatte e torniamo nella nostra suite elegance. Si fa per dire…. Il sonno non è dei migliori stanotte sia in quantità che in qualità (un vicino di stanza che russa, il traffico continuo, il letto non proprio il massimo…), ma ci svegliamo accarezzate da un’altra giornata di sole meraviglioso. Si scende, si fa colazione (i prodotti son tutti bio, fatti a mano dal simpaticissimo e accogliente chef da noi soprannominato “Mister Magoo”: di questo credete solo al soprannome!) e si esce per la street parade dei Funk Off, per le vie del centro storico. Loro sono la prima funky marchin’ band italiana. La loro accezione unisce il groove della black music ad arrangiamenti di tipo jazzistico, a uno stile e a una melodia italiana, a movimenti e coreografie di grande impatto visivo ed emotivo. Energetici, grintosi, affiatati ed originali, scritti ed arrangiati da Dario Cecchini, fondatore e leader della band. In altre parole: belli e bravi! http://www.youtube.com/watch?v=3pG2Y9k-UOE&feature=youtu.be Ora dobbiamo acquistare il biglietto per il concerto delle 15.00, ma nel frattempo arriva un messaggino dalla mia amica Stefania (già incontrata la sera precedente), giornalista e compagna del trombettista Fabrizio Bosso che tra poco suonerà: “Hai due accrediti per il concerto di Fabrizio”. Grazie ragazzi: siete troooooppo carini! Sì, insomma, qui è tutto un crescendo, un on the road da scapello! Sara ed io decidiamo di approfittare del sole per girare la cittadina dove ci porta l’istinto. Bancarelle, panorama, il cappellaio matto, un “marchin’” panino e tappa al ristorante San Francesco dove sarebbe stata nostra intenzione trascorrere la serata, perché lì è il clou della notte di capodanno col cenone… posto non c’è ma intanto sta suonando Walter “Wolfman” Washington e un’altra ondata di emozione pura ci avvolge, con l’ascolto degli ultimi pezzi dell’esibizione diurna di quest’icona della scena musicale di New Orleans: bruciante chitarra e vocalità soul, stile ibrido R&B-Funk-Blues della Crescent City dagli anni ’70, anni in cui il nostro “uomo lupo” forma la sua prima band. http://www.youtube.com/watch?v=0rnSPRH0srM&feature=youtu.be IMG_4016IMG_4017IMG_4018IMG_4021IMG_4019IMG_4023IMG_4026IMG_4030IMG_4031IMG_4033IMG_4034IMG_4035IMG_4036IMG_4037IMG_4038IMG_4039IMG_4042IMG_4043IMG_4045IMG_4049IMG_4051IMG_4052IMG_4053 Ore 15.00: concerto alla sala Expo nel bellissimo Palazzo del Popolo: Fabrizio Bosso “spiritual” con Alberto Marsico (hammond B3) e Alessandro Minetto (batteria).  Questo “spiritual”, che nasce nel 2010 (due i lavori del gruppo: Spiritual e Purple), è uno dei progetti più affascinanti del trombettista torinese. Il trio è stato definito “un frastuono intriso di spiritualità”, ma è poco e, per chi non conoscesse ancora il talento e lo stile di questo giovane trombettista, sulla scena internazionale già da una decade con vari progetti, non saprebbe l’emozione solo all’idea di sentirlo suonare. L’incontro con l’organo hammond è una figata sensazionale e il batterista, sembra di sentire/vedere Jack De Johnette! Qui il breve video che son riuscita a “rubare” prima che la stronzetta (poveretta, magari lei stava solo eseguendo degli ordini, cioè lavorando!) signorina che girava per la sala con la maglietta del festival mi facesse segno col dito indice a mò di pendolo a destra e sinistra. E qualche bella foto a Fabrizio Bosso, sempre gentilmente rubata! Grazie Fabrizio che continui a regalarci momenti magici come se piovesse! http://www.youtube.com/watch?v=43J9reN4JvI&feature=youtu.be IMG_4061 IMG_4062 IMG_4064 IMG_4065 IMG_4071 IMG_4073 IMG_4070 IMG_4075 IMG_4076 IMG_4077 IMG_4078 IMG_4079 Già piene d’emozione al tramonto, urge siesta… nessun menu alla carta per la serata, tutti cenoni in giro e tutti al completo. Beh, non disperiamo: dormiamoci sopra un po’ e poi si vedrà… Sveglia, sveglia, sveglia!!!! Sta arrivando la fame… ci va bene anche una pizzeria quasi qualsiasi… e invece no: ci addentriamo nelle colline che abbracciano Orvieto e ci troviamo in un posto quasi da sogno, con caminetto acceso, menu di pesce e bozza di chardonnay siciliano. Decidiamo di prendere solo l’antipasto e il secondo: un’insalatina di polipo e salmone affumicato e spiedini di mazzancolle e zucca, e cozze e vongole. Già dalle prime sorsate di quest’eccezionale chardonnay, leggerin (sembra), ci par di essere in riva al mare… Chiedo il bis di vongole: una meraviglia in un sughetto pepato che sarebbe stato da farci lo spaghetto il giorno dopo. Caffè e conto, presto che dobbiamo scendere e risalire a Orvieto per la mezzanotte! Quanto abbiam speso? Solo €30! BUON ANNO NUOVO! IMG_4080 La serata pizzica ma è stellata e tra le colline forse ci becchiamo anche la stella cadente… Dài, dài, dobbiamo tornare ad Orvieto per la jam session di mezzanotte… Niente, si passa la mezzanotte in macchina con i Goat a caricarci. Arriviamo e a teatro Mancinelli ci sta il concerto delle 00.30: andiamo. Intanto in giro si suona un po’ ovunque (San Francesco, Sala Expo, Sala dei ‘400, Palazzo dei Sette, Museo Emilio Greco, Duomo e centro storico), le strade brulicano di gente divertente e cosmopolita, di ogni età. Dalle ore 01.00 questo inizio 2014 è segnato da un doppio concerto in una cornice che non saprei definire più bella e comoda, come il teatro Mancinelli. Posto in platea fronte palco. Primo concerto: Christian McBride & Inside Straight, con Steve Wilson, Warren Wolf, Peter Martin e Carl Allen. Buon equilibrio di elementi, assoli. Niente di “wow”, a parte lui. Siamo sullo standard. IMG_4081 IMG_4082 Special guest la giovane sassofonista Melissa Aldana, cilena residente a NY, fresca vincitrice del prestigioso “Thelonius Monk Saxophone Competition 2013”, fa il suo esordio a Umbria Jazz in trio, accompagnata da Carl Allen alla batteria e da David Wong al contrabbasso, oltre che come special guest in due concerti degli Inside Straight di David McBride, occasione in cui l’abbiamo vista. IMG_4089IMG_4091 Il secondo concerto è più frizzante con tre dei clarinettisti più importanti in circolazione:  Ken Peplowski, Evan Christopher e Anat Cohen con Howard Halden alla chitarra, Ehud Asherie al piano, Greg Cohen al basso e Lewis Nash alla batteria. Ken Peplowski è un maestro dello swing, il clarinetto musicalmente più maturo e mainstream del gruppo, che si amalgama perfettamente con quello di Evan Christopher, californiano di nascita, musicalmente intriso del sound di New Orleans, dove vive e lavora, e con l’eclettica Anat Cohen, formidabile presenza scenica. Un trio di tutto rispetto, accompagnati dagli altri musicisti, di non minor calibro. IMG_4105 IMG_4106 IMG_4107 IMG_4108 IMG_4109IMG_4114 IMG_4116 IMG_4117 IMG_4118 IMG_4119 IMG_4122 IMG_4123 IMG_4125 Nel programma di questo festival ci sarebbero state un altro paio di cosette da non perdere: Enrico Rava, col progetto “Standards” & “Tribes”, due quintetti di fuoriclasse: “Standards” con Dino Piana, Julian Oliver Mazzariello, Dario Deidda e Amedeo Ariano; “Tribe” con Gianluca Petrella, il John Zorn italiano, Giovanni Guidi, Gabriele Evangelista e Fabrizio Sferra. Anche l’esibizione di Paolo Fresu, altro grande nome di tromba italiana che ci fa sentire fieri di appartenere a questo Paese;  sarebbe stato l’Uri Caine Duo Quartet, ma non ce l’abbiamo fatta. E ancora Franco Cerri Trio “Merci beaucoup” con Alberto Guerrisi all’hammond e Fabio Colella alla batteria: un concerto alla Django Reinhardt rivisitato in chiave hammondiana. Lewis Nash-Steve Wilson Duo, sax e batteria tra i più ricercati della scena jazz contemporanea, per la reinterpretazione dei classici della storia del jazz, in cui improvvisazione e creatività son ai massimi livelli. Il Joe Locke-Warren Wolf Vibes Duo, due virtuosi del vibrafono. Il concerto gospel, magari in Duomo, il primo gennaio. Ma noi eravamo già alle terme di Viterbo. Ancora: Nick the Nightfly Quintet, Tuba Skinny con il loro dixiland jazz e old blues anni ’20 e ’30, The Viper Mad Trio, riproposizione dello swing, i Rimbamband (cinque musicisti “un po’ suonati” che usano il linguaggio della musica a supporto di un contenuto comico e ironico) e Allan Harris Quintet, quintessenza del crooner. Ancora Aaron Diehl (visto la prima sera con Cécile McLorin) con il suo Modern Jazz Quartet. Infine ci siam perse anche il soul&funk dell’eclettico e versatile chitarrista abruzzese Stefano Mincone. Beh, si sa, in un festival non si può vedere tutto. Sarà occasione di approfondimento o troveremo questi artisti che abbiam “perso” in altri festival, magari l’anno prossimo o prima in giro per il nostro bel Paese. E il 2014 inizia così: stanchissime ma felicissime. Riusciremo stanotte a riposare? Muniamoci di tappi stavolta… Certo che un alloggio così vintage e di scarsa qualità anziché €80, dovrebbe costare almeno €50 la doppia! Driiiiin, driiiiiiii, driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin! Giù dal letto dopo solo cinque ore, la solita colazione bio home-made (si fa sempre per dire, ovviamente). Certo, l’Etruria hotel non è un posto da consigliare, neanche a gente come noi che viaggia e pernotta in ostelli della gioventù. Però, trovare da dormire ad Orvieto il 30 dicembre non è cosa possibile. Sicchè per ste due notti accontentiamoci….  chi s’accontenta gode e finora il godimento è stato il massimo. Per chi vuole acquistare qualche prodotto tipico consiglio un giro in via Filippeschi, a due passi da Piazza della Repubblica, presso il punto vendita dell’azienda “La Parrina”. Ancora meglio se andate in azienda in località “Ciconia”, a pochi km dalla cittadina. Per un tour virtuale, si possono vedere le specialità di questa simpatica azienda: http://www.casaparrina.it/ Bye-bye Orvieto: IMG_4127 Partenza per Viterbo con tappa a Civita, la città che muore: passeggiatina e visita abbastanza veloce perché dobbiamo trovare la stanza a Viterbo, pranzare, andare alle terme… Civita (nella città che muore c’è la locanda Bonaventura, dove si può pernottare, un paio di posti in cui pranzare/cenare e un paio di negozietti simpatici in cui si può degustare l’olio d’oliva extravergine delle colline della Tuscia) – ingresso €1,50 (sì, solo un euro e mezzo!): IMG_4129 IMG_4130 IMG_4132 IMG_4133 IMG_4134 IMG_4136 IMG_4137 IMG_4138 IMG_4139 IMG_4140 IMG_4141 IMG_4142 IMG_4143 IMG_4144 IMG_4145 IMG_4146 IMG_4147 IMG_4148 IMG_4149 IMG_4150 IMG_4152 Arrivate a Viterbo, attraverso le bellissime colline della Tuscia, pranziamo in un posto slow (mooooooolto slow) e troviamo alloggio per la notte a due passi dalle terme, presso il B&B “Axia”: ci siamo trovate benissimo e se dovessimo tornare da quelle parti andremmo ancora lì. Una matrimoniale, con ingresso indipendente, costa €60, si dorme che è una meraviglia, il padrone di casa, Luigi, è molto ospitale. Siamo proprio a casa sua, adibita a B&B. La colazione è fantastica e vicino al caminetto. Beh, non si poteva che migliorare, viste le precedenti nottate. B&B “Axia”, indipendent entrance in each room, very quiet and comfortable. Near the thermae. Address: Strada Procoio 2/c – Viterbo (Italy) – Land line 0039 0761 251534 or mobile (ask for Luigi!): 0039 347 6962787. IMG_4186 Quindi decidiamo di purificarci alle vicine Terme dei Papi. L’ingresso costa €15 se si alloggia all'”Axia”, altrimenti costa €18, ma ne vale proprio tutta la pena: le acque sono fortemente sulfuree, purificanti. Farebbero benissimo a chi ha problemi di pelle. A noi han fatto più che bene portandoci un po’ di relax dal divertimento!!! Ci sono anche le terme libere: purtroppo era già buio, ma molto presto si va alle libere, sicuro. Beh, non vorrei sembrare ridondante, ma qui siamo state da papa! Alle terme incontriamo Luca, il fratello di Sara, di ritorno da una gita in camper a Napoli, con la sua belle figlia, Bianca e la moglie Michaela. Aperitivo in camper, due risate e cena a Viterbo, dove, per il primo anno, c’è il progetto Lum-in-aria. I palazzi e le piazze del centro storico sono illuminati, in un gioco di luci colorate che fa apprezzare la citadina in notturna, come si può vedere dalle foto. Viterbo by night: IMG_4158IMG_4159IMG_4160IMG_4161IMG_4162IMG_4164IMG_4165IMG_4166IMG_4171IMG_4172IMG_4173IMG_4174IMG_4175IMG_4179IMG_4180IMG_4182IMG_4183IMG_4184 Di ritorno i conviviali saluti e auguri, e… guarda: una stella cadente! Quale miglior auspicio? Stanotte si dorme da papa, tanto per stare in tema…. Peccato che il giorno successivo sia così nuvoloso da convincerci a ritornare a casa. Così, il “Parco dei Mostri” di Bomarzo l’abbiamo visitato bagnate dalla pioggia che stava scendendo e che rendeva la cosa ancora più mostruosa…. Qui dovremo ritornarci, con qualche grado in più, con un pranzo al sacco e goderci il parco una mezza giornata, perchè vale veramente la pena. Ingresso €10. Seguiremo certo il consiglio del principe Vicino Orsini che nel 1552 ideò e fece costruire questo parco, villa delle meraviglie, chiamato anche “Sacro Bosco” e dedicato alla moglie Giulia Farnese, morta giovane: “Voi che pel mondo gite errando, vaghi di veder meraviglie alte et stupende, venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orsi, orchi e draghi”. IMG_4198 IMG_4199 IMG_4200 IMG_4201 IMG_4202 IMG_4203 IMG_4204 Il lungo viaggio di ritorno è stato “duretto” a causa di traffico e maltempo, soprattutto tra Roncobilaccio e Rioveggio…. Siam uscite a Barberino per una tappa-cena-attesa che il traffico scemasse. La stanchezza è alle stelle, ma anche la contentezza. Stradivertite. Giro stupendo. Grazie Sara per avermi sopportata e supportata in questi giorni (ti dedico la foto sotto: guarda se ti vedi!). Grazie mamma, che m’hai fatto così curiosa e sana e forte. Grazie Italia per le tue meraviglie. IMG_4189IMG_4191 In questi quattro giorni sono riuscita a dimenticare le miserie umane, soprattutto quelle legate ad un Paese che, se fosse amministrato meglio, sarebbe veramente il Pese dei Balocchi. E chissà che il nostro presidente della Camera in questa XVII Legislatura, Laura Boldrini, anche lei all’Orvieto Winter Jazz, non se ne renda un po’ conto e che sto governo, invece di chiedere improbabili conguagli di fine anno, vuoi per l’ICI o vuoi per tasse che risultano non pagate dalle pensioni reversibili (per il secondo anno consecutivo c’è chi deve versare dei bei neuroni di cosiddetti arretrati… inconcepibili e inverificabili!) o altro che passa per la testa a sti quattro mangia-popolo scatenati e osceni… chissà, dicevo, che l’anno venturo ci arrivi l’invito da parte del governo per il cenone al ristorante San Francesco di Orvieto, con pernottamento all’hotel fronte palazzo del Popolo. Chissà!

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