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– Tutto bello?

– Sì, bello, cotta, cottissima… Ora in tappa sgranchimento verso casa… un finde che merita un racconto scritto…

Rispondevo alla domanda della mia amica Sabrina, durante una tappa (LA ltappa) di ritorno dal festival di cui vi sto per raccontare. Giusto il tempo di sgranchirsi un po’ gambe, schiena e decomprimersi dai quasi 200 km di autostrada filati. L’autostrada del Sole!

A volte i social network, la rete sociale virtuale, ha dei gran pregi, come lo è stato per la sottoscritta per venire a conoscenza di questo scrigno magico che sono state le due serate di sabato e domenica in un’isola dentro a un lago. Un fine settimana di fine giugno, in cui i tramonti durano e durano fino a salutare la luna… Luna di giugno, A Moon in June, è un evento (quest’anno alla seconda edizione) che si svolge a Isola Maggiore, dentro al lago Trasimeno, in provincia di Perugia, nel cuore dello stivale, o nel profondo polpaccio. Pienone. Alla prima serata, una banda, la Piccola Orchestra “Moon in June”, nata per l’occasione. Che dire, lascio alla musica e alla descrizione che troverete sui musicisti e su questo progetto all’interno del secondo video, un quarto d’ora della fine di questo formidabile concerto. Per i più pigri ad entrare in youtube e nella descrizione del video, un copia-incolla (riciclato da qualche altro articolo):

Omaggio a Sergio Piazzoli.
Suoni e Contaminazioni dall’Isola
MORBID DIALOGUES
di Alessandro Deledda e Piccola Orchestra Moon in June
Alessandro Deledda : pianoforte, fisarmonica e arrangiamenti
Peppe Stefanelli : percussioni
Alberto Argirò : Batteria e produzione artistica
Stefano Tofi: tastiere e sintetizzatori
Special Guest:
Ares Tavolazzi: contrabbasso
Gianluca Petrella: trombone e live elettronics
Francesco Bearzatti: sax e clarinetto

“Morbid Dialogues” raccoglie tracce di dialoghi musicali liberi e tematiche ispirate all’isola e ai suoi suoni naturali attraverso la poliedricità dei sette attori strumentisti , in cui la tessitura melodica mai scontata, esprime con delicatezza ma anche con forza e talvolta con ossessività morbosa la voglia dei musicisti di “dialogare” fra loro, di cercarsi per condividere le proprie idee da dedicare alle anime ed i colori circostanti.

La direzione artistica di questo progetto è di Alessandro Deledda che ha voluto condividere i sentimenti che lo hanno ispirato alla realizzazione del progetto con altri musicisti umbri quali Alberto Argirò (Direzione esecutiva), Peppe Stefanelli e Stefano Tofi, che troveranno in tre guests di caratura internazionale quali Gianluca Petrella, Francesco Bearzatti e Ares Tavolazzi un contributo determinante per la riuscita di questa opera tutta italiana ma con un forte respiro internazionale, ricca di tensione musicale in cui prevarrà l’entusiasmo e la padronanza strumentale dei sette attori protagonisti.

I musicisti dialogano fra loro a contatto col pubblico ed il paesaggio circostante, lasciando ampio spazio alla bellezza musicale, all’evoluzione melodica e alla ricerca sonora partendo dal suono, da un elemento ritmico, da una melodia, da un suono sintetizzato o aleatorio attraverso un forte interplay in una sempre più crescente tensione a partire dal tramonto.

Nel primo video invece (felicemente sorpresa di trovarlo su you tube) il primo quarto d’ora dell’inizio. Se non avete tempo di ascoltarli ora, fermatevi qui e riprendete la lettura quando sarete un  po’ più rilassati. Perché ora inizia il viaggio nel viaggio. Potrete tranquillamente anche pensare ad altro, ma se vi fate trasportare guardando ma soprattutto ascoltando questi musicisti e immaginandovi la magia di quest’isoletta popolata da un  pugno d’abitanti e gremita di gente in occasione delle due serate ai giardini del Caffè Letterario al tramonto, accolti da continui cinguettii… allora riuscirà meglio l’intento di chi sta scrivendo. Ah, la scrittura, che rapimento totale! Ti fa pensare ai dettagli nei tuoi pensieri e te li fa mettere in parole su un foglio bianco. E come scegliere LA parola, IL verbo appropriato? Operazione di chirurgia del linguaggio. Buona visione e buon ascolto (a metà del secondo video l’immagine si capovolge, ma pazienza).

La tastiera prog(ressive) non mi sconquifera, per usare un verbo simpatico preso in prestito da Sara, una cara amica veronese, con cui ci si sente occasionalmente per andar per concerti… chissà da cosa deriva questo bellissimo verbo che nel suo suono racchiude tutto il suo significato di “non mi va a genio”… Sì, il prog non mi sconquifera!

La seconda serata è dedicata a Robert Wyatt. L’isola di Wyatt. Da sempre associo Cristina Donà a Wyatt, forse perché il suo primo disco, Goccia, è dedicato a lui, lui che questo festival l’ha fortemente voluto. Ne è il Presidente onorario. Non è presente per motivi di salute, ma la sua presenza c’è comunque. E gli elementi, i musicisti di questa seconda serata sul palco del Caffè Letterario di Isola Maggiore non mancano di spessore.come non sono mancati la serata precedente. Si viaggia col vento in poppa, è il caso di dirlo. E sembra che sia destinato a divenire un evento europeo. Non so però se la location sia predisposta o in grado di predisporsi per raccogliere masse ingenti e per definizione non inclini al buon senso, come si è verificato attendendo il traghetto verso la terraferma al termine della seconda serata…

Consentitemi una digressione. Arrivare qui, dal cuore della pianura Padana, è stato tutt’altro che facile, l’avrete immaginato… L’autostrada del Sole rallentata per traffico, il sole battente all’apice del suo scaldare dalle 11 alle 17… un viaggio interminabile, non finiva proprio più, continui i rallentamenti, ma quando si parte si è galvanizzati dalla mèta, si sa, e si sopporta tutto. Allora meglio fare una tappa prima di tirare troppo la corda, soprattutto se si viaggia di sabato. Un sabato così di fine giugno, col riporto in termini di caldo (ma qui si viaggia in lusso con l’aria condizionata) e di macchine in circolazione.

Per avere un’idea della genesi di ‘Moon in June’, dei musicisti che han partecipato a questa seconda edizione, di Wyatt, consiglio questa breve parentesi. http://www.umbria24.it/moon-in-june-ha-registrato-il-tutto-esaurito-ambroglini-ora-dimensione-europea/406191.html

http://www.perugiatoday.it/eventi/moon-in-june-isola-maggiore-successo-edizione-2016.html

Vi risparmio la ricerca pre-partenza per trovare un posto carino ma non caro per dormire un paio di notti. “La casa sul Lago” è quello che ha fatto al caso mio, anche se a 10 km dal luogo dell’evento, più 2 di traghetto. Formula ostello in un posto con parcheggio interno, piscina, colazione a buffet, giardinetto con 2 amache, calcio balilla e ping pong… luogo accoglientissimo in tutto, insomma. E scoprire che il tuo posto letto è in una stanza da 6 (questo lo sapevo già, perché ho prenotato dormitorio femminile da 6: ma sì, per due notti si può tornare giovani!) ma che oltre a te non ha prenotato nessun’altra. Di quelle stanze che quando ti svegli sembra di essere il principe di Machiavelli, piccolo piccolo dinanzi ai balconi giganti della stanza da letto…

Qualche foto del posto, non della stanza, ma un’idea potete farvela.

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Arrivo alle 17 circa. Doccetta e via. Si ripiglia l’auto e si va a Tuoro sul Trasimeno per l’imbarco e per vedere la piccola orchestra moon in june. 10 km di superstrada comoda a un minuto da “casa”. Caldo, movimento, andrenalina. Stasera ho mangiato tardi, una pizza schifosa, presa da asporto e deglutita presso il molo aspettando il traghetto di ritorno dalla prima serata. Ma quando si nutre l’anima è difficile nutrire bene anche il corpo, soprattutto se il concerto è alle 20.00 e sono già le 19. Domani, ci penseremo domani. Intanto prima della passerella per l’imbarco a Tuoro sul Trasimeno, m’imbatto in questo giardino di totem in pietra. Sembra che qui ci sia stata la famosa battaglia di Annibale, nel 217 a.C. Siamo tutti figli di Annibale!

http://www.tipicamenteumbria.it/index.php?option=com_content&view=article&id=217&catid=62&Itemid=136&lang=it

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Prendo il biglietto (6 € A/R) e aspetto il traghetto. Chiamo via FaceTime la mia amica che vive a Williamsbourg a NYC, compagna di viaggi più virtuali che reali, ultimamente… di quelle amiche che il tempo e la distanza non scalfiscono, anzi. Quelle anime che se nella vita ne trovi una, sei la persona più fortunata sulla faccia della terra in tema di legami, veri legami. Non di quelli dettati dalle circostanze, né dall’interesse reciproco di nessun tipo, senza spazio e senza tempo… Di quelli con la maiuscola, insomma, eterni, se vogliamo.

Sì, giusto un saluto veloce, gli auguri di compleanno, sennò finisci i giga, mi dice…

Si salpa e si traghetta 10 minuti. Poca gente, bella, non credo andranno tutti al concerto…. Al ritorno, però, troppa gente ad aspettare Caronte, ma riesco a trovare un posto a sedere sulle grandinate del Concordia II (con la speranza che il nome non sia fatale!), saremo in 400 su un traghetto da 250. Ma è una bella imbarcazione, anni ’80. E la nave va…

Domenica: tutto il tempo per rilassarsi prima del prossimo “tour de force” e, dopo colazione, relax in amaca. Non so voi, ma io adoro l’amaca… Cip cip cip

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La seconda serata invece, tutt’altro che poca gente. I nomi in programma scottano. Appena scesa sull’isola mi inchino all’incontro delle due voci femminili italiane più interessanti in circolazione. Basti una foto delle due sul palco che si abbracciano durante il concerto…

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Concerto iniziato con Goccia, la canzone dell’omonimo album della Donà, dedicato, guarda caso a Robert Wyatt. Non sono riuscita a recuperare il video della serata di questa canzone… uno da youtube su tutti di Goccia e qualche video amatoriale della seconda serata, così che possiate immaginarvi la canzone del primo nel contesto dei successivi 😉

 

E un ultimo, breve, brevissimo video: l’atmosfera magica e la voce di Cristina all’avvicinarsi del buio quando i colori caldi lasciano il posto ai vari blu, prima di scomparire del tutto e veder le stelle. E, alla sua destra, l’altra voce del consorzio e del folk italiano e grande interprete di portata internazionale, Ginevra Di Marco, attualmente impegnata in un bellissimo progetto che la vede in tour come interprete di un’altra grande voce, l’argentina, LA più grande cantante folk argentina, Mercedes Sosa. Che donne: semplicemente divine e rock’n’roll.

E vale la pena di sentirsela tutta questa canzone…

 

 

E così, il ritorno, strastanca, all’ostello, anzi all’hotello… Bisogna dormire: domani sarà un viaggione. Ma è lunedì e non ci sarà il traffico del sabato… E mi ricordo che non ho cenato e la cena finisce peggio della sera precedente, con un pezzo di pizza margherita riscaldata (cosa vuoi trovare all’una di mattino a Tuoro sul Trasimeno? Un lusso! Non oso pensare alle materie prime usate. Ingoio e non muoio). Ma domani, domani, si pranza da cristiani!

Il risveglio è prima della sveglia, ed è un buon segno. Di un buon avvenuto riposo. Si scende per la colazione in tutto relax. Infilo in borsa i miei quattro stracci, le flip flop e via. Non ho visitato nulla in questi due intensi giorni, così faccio una capatina a Passignano  sulla via del ritorno (paesino con una piccola rocca e una bella passeggiata lungolago, poi niente di che, a parte un bel negozietto di prodotti tipici, gestito da Klaudio, albanese preparatissimo sui prodotti del territorio e bravo venditore):

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e a Castiglione sul lago, molto più interessante, con un piccolo centro storico arroccato, dove finalmente si pranza davvero, prendo un’insalata e un primo, uno spaghettino alle vongole (niente menù di lago o carne, stiamo leggeri che si deve guidare, il pesce di lago non mi garba comunque e la carne ormai la mangio solo viva, diciamo) di cui mi resterà a lungo il sapore, acqua e limone, tanto limone, che basifica. Vista piazza del centro storico, diciannove euro. Locandieri cordiali e simpatici al “Monna Lisa”, situato in un palazzo ex sede comunale. Centro storico disseminato di osterie in cui pranzare con un tagliere e un buon bicchiere di vino, anche se la mia scelta è stata differente. Fine settimana intenso e al risparmio.

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Due minuti di frescura nella chiesetta prima di pranzare…

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D’accordissimo con il commento di Sant’Agostino sulla solitudine, però, dài, mica potevo coprire le mie gioiose cosce del tutto e manco evitare di immortalare il ricco silenzio dopo un saluto a Cristo! Ho un languorino… è proprio il momento di soddisfar la biologia…

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Finalmente il meritato e sudato pranzo! Peccato che non sia riuscita a immortalare questo spaghettino alle vongole, di cui, dicevo, sentirò a lungo il sapore… Forse le foto scattate in chiesa han occupato tutti i giga del cellulare! 😉 Dovrò portare appresso la macchina fotografica la prossima volta…

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No, niente vino, troppo caldo, anche se un buon grechetto avrebbe saputo annaffiare la pietanza a morte sua.

Il panorama umbro-toscano lungo l’autostrada del sole è una coccola verde, un morbido e fresco (ci vuole con 35°C che picchiano sulla carcassa a 4 ruote in movimento) abbraccio di tanti verdi, la macchia mediterranea sembra un quadro impressionista, con pennellate intense ed eterogenee che si sormontano… Da sola meriterebbe una sosta con foto, ma mantengo la velocità di rotta e la concentrazione e aspetto la tappa sgranchimento, con in mente le immagini delle serate precedenti. Ascoltando Capossela, principalmemente, sia in andata che al ritorno, lui che di questo festival è stato protagonista della prima edizione, l’anno scorso. Suuuuud, fuga dell’animaaaa….Tornare a suuuud, di meee, come si torna sempre all’amor… vivere accesi dall’afa di luglio intorno al mio viaggiar… E ancora: Bacardi, Jamaica, Ruuum…. White Lady, Charrington, Four Roses, Tequila, Bourbon…. Tararà ra tararararara rararà ra ra…

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Un ultimo paio di foto, per chi fosse interessato: una riguarda i campeggi umbri e un’altra il percorso dei vini.

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